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Rassegna di Patologia dell’Apparato Respiratorio – online il numero 3|2025

È online il numero 3|2025 di Rassegna di Patologia dell’Apparato Respiratorio, che contiene numerosi spunti di approfondimento e articoli degni di nota.
Innanzitutto troviamo un contributo su “Il nuovo vaccino 21-valente per gli adulti: un passo avanti per una più ampia protezione pneumococcica”, a firma di Paola Faverio, Francesco Salton, Stefano Tardivo e Claudio Micheletto.
A partire dal fatto che la classificazione dei vaccini anti-pneumococcici esistenti - polisaccaridici (PPSV) o coniugati (PCV) – corrisponde alla differenza nel contenuto di sierotipi, e che la risposta immunitaria sierotipo-specifica dell’organismo rende fondamentale il ricorso a vaccini mirati sui sierotipi più diffusi, il lavoro passa quindi a esaminare una novità: il nuovo vaccino pneumococcico polisaccaridico coniugato 21-valente (V116), che contiene i sierotipi noti per contribuire alla patogenicità degli pneumococchi negli adulti. Negli Stati Uniti, i dati di sorveglianza 2019 mostrano che circa l’85% dei casi di malattie pneumococciche invasive negli adulti di età pari o superiore a 65 anni è causata dai sierotipi del vaccino V116, e che il 30% di esse è dovuta a otto sierotipi presenti – tra i vaccini autorizzati - esclusivamente in questo.
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A seguire è presente la revisione su “Coinvolgimento toracico nelle neoplasie ematogene. Ruolo della pneumologia interventistica” di Thomas Galasso e coll., dove il focus si sposta sulle neoplasie ematologiche, spesso associate a coinvolgimento toracico, che pongono complessi quesiti diagnostici e terapeutici legati sia alla malattia di base, sia alle sue complicanze infettive e infiammatorie, sia agli effetti collaterali dei trattamenti. Gli autori sottolineano come in questo quadro, la pneumologia interventistica assuma un ruolo sempre più rilevante, grazie a tecniche minimamente invasive in grado di fornire diagnosi accurate e, in alcuni casi, anche al valido supporto terapeutico palliativo. Il contributo esamina le principali manifestazioni toraciche delle neoplasie ematologiche – a livello parenchimale, linfonodale, tracheobronchiale e pleurico – focalizzandosi sul ruolo delle procedure di pneumologia interventistica - endoscopiche e percutanee - con particolare attenzione alla loro resa diagnostica e al profilo di sicurezza in questo peculiare subset di pazienti.
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Da segnalare inoltre il contributo su “Gli alti flussi umidificati nelle patologie respiratorie”, a firma di Giacomo Doria e coll., che prende in esame la terapia ad alti flussi riscaldati e umidificati (heated and humidified high-flow nasal therapy, HFNT): una tecnologia di supporto respiratorio non invasivo basata sull’erogazione di miscele gassose a temperatura e umidità prossime a quelle fisiologiche con flussi elevati, con un approccio che garantisce una somministrazione stabile della frazione inspirata di ossigeno e migliora il microambiente delle vie aeree, favorendo comfort e tollerabilità.
In base ai principali meccanismi fisiopatologici indotti, l’HFNT trova applicazione in diversi contesti clinici: nell’insufficienza respiratoria acuta ipossiemica riduce i tassi di intubazione rispetto all’ossigenoterapia convenzionale, mentre nelle forme ipercapniche selezionate può essere utilizzata come alternativa o supporto nelle fasi di svezzamento dalla ventilazione non invasiva. Nel periodo post-estubazione, consente un migliore controllo del distress respiratorio, con il ROX index come strumento di monitoraggio precoce. Nelle patologie respiratorie croniche e nei pazienti tracheostomizzati, anche in ambito domiciliare, invece, l’HFNT è associata a un miglioramento degli scambi gassosi, a una riduzione delle riacutizzazioni e a un incremento della qualità di vita: si configura quindi come tecnologia versatile, efficace e ben tollerata in pazienti selezionati.
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Infine segnaliamo l’articolo “La diagnostica allergologica molecolare in asma: uno strumento di medicina di precisione”, di Alessandro Maria Marra e Lorenzo Cecchi, che prende in esame la diagnostica molecolare allergologica come evoluzione fondamentale nell’inquadramento dell’asma allergico. Attraverso l’identificazione delle IgE dirette contro singole componenti allergeniche, è infatti possibile distinguere tra sensibilizzazione primaria e reattività crociata, superando i limiti dei test con estratti tradizionali, in un approccio che migliora l’accuratezza diagnostica, soprattutto nei pazienti polisensibilizzati, e permette di individuare l’allergene clinicamente dominante. Nell’asma allergico e ancora di più nell’asma da pollini, la caratterizzazione molecolare guida in modo più appropriato l’indicazione all’immunoterapia allergene-specifica. Integrata con anamnesi e valutazione clinica, la diagnostica molecolare favorisce una gestione personalizzata dell’asma, in linea con i principi della medicina di precisione.
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