- Pubblicazione il 16 Gennaio 2026
La vaccinazione anti-RSV (Virus Respiratorio Sinciziale) nei neonati mediante anticorpo monoclonale funziona. A dirlo è l’analisi sui dati lombardi pubblicata come articolo in anteprima sulla rivista dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani Emerging Infectious Diseases.
Il lavoro, intitolato Reduced Emergency Department Visits and Hospitalizations in Infants after Universal Respiratory Syncytial Virus Immunization, Italy, 2024–25 e condotto su dati 2024, non lascia spazio a dubbi: “Tra i neonati, le visite al pronto soccorso per infezioni acute del tratto respiratorio inferiore sono diminuite del 42,7% e i ricoveri ospedalieri del 46,5%, mentre le visite al pronto soccorso per infezioni da RSV sono diminuite del 49,3% e i ricoveri ospedalieri del 55,0% - recita l’abstract - Non sono state osservate riduzioni nei bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, a conferma della continua circolazione dell'RSV”.
Non a caso lo studio riguarda la Lombardia, e non a caso il 2024: in questa Regione italiana, infatti, nel corso del 2024/25 è stata avviata una campagna vaccinale anti-VRS che ha portato all’immunizzazione mediante anticorpo monoclonale di oltre 60.000 neonati sotto ai 12 mesi di età, pari al 79,2% del totale. Un risultato reso possibile dal fatto che la somministrazione dell’anticorpo, inizialmente prevista presso pediatri e centri vaccinali, è stata poi resa disponibile direttamente dagli ospedali.
Il progetto, avviato in una fase in cui i contagi da RSV avevano superavano quelli del periodo pre-COVID-19 (durante la pandemia la circolazione del virus aveva subito una battuta d’arresto) ha utilizzato come gruppo di confronto “i bambini di età compresa tra 1 e 5 anni non idonei alla vaccinazione”. E per spiegare i dati non può essere chiamata in causa nemmeno una ridotta circolazione del virus nella stagione in esame, dato che i benefici osservati riguardano solo i bambini sotto ai 12 mesi di età, cioè quelli che hanno ricevuto l’anticorpo.
“Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è la causa più comune di infezioni acute del tratto respiratorio inferiore (LRTI) nei bambini e può potenzialmente provocare bronchiolite, che spesso richiede il ricovero in ospedale – si legge nello studio - I bambini piccoli, specialmente durante i primi 6 mesi di vita, sono ad alto rischio di malattia e morte causate dall'RSV, in particolare durante la prima infezione”.
Nel frattempo le conferme sull’efficacia dell’immunizzazione tramite anticorpo monoclonale cominciano ad arrivare anche da altri ospedali europei.
Alessandra Rozzi
Ufficio Stampa AIPO-ITS/ETS


