- Pubblicazione il 15 Giugno 2026
L’inquinamento dell’aria è correlato a morbilità e mortalità significative.
Nel 2021 sono state pubblicate le “World Health Organization Air Quality Guidelines”1 che illustrano le evidenze in merito agli effetti sulla salute dell’esposizione all’inquinamento dell’aria e lungo e anche a breve termine.
Lo “state of Global Air Report 2024”2 sottolinea l’emergenza qualità dell’aria su scala mondiale.
Se i danni dati dall’esposizione a lungo termine sono più noti e comprensibili, i dati relativi a una breve esposizione all’aria inquinata sono comunque significativi, e suggestivi anche in merito alla necessità di procedure di mitigazione che possono evitare numerosi eventi sanitari e migliorare la gestione sanitaria.
Ci sono evidenze solide che correlano l’inquinamento dell’aria all’incremento di malattie infettive come la tubercolosi (TB).
Uno studio svolto a Wuhan3 riporta l’incremento del 17.03% dell’incidenza di TB ogni 10 ug/m3 di crescita del PM2.5 a sette giorni. L’articolo del 2019 di Liu Yaoa et al., Ambient air pollution exposures and risk of drug-resistant tuberculosis4, mostra una correlazione tra l’inquinamento dell’aria a lungo termine e l’incidenza di tubercolosi farmacoresistente (con OR OR=1.016 per isoniazide; 1,014 per rifampicina etc.).
Nel recente articolo su cui mi voglio soffermare, di Yuhui Chen et al, The short-term effect of particulate matter on tuberculosis: a time-series study in southern China, "in press" su BMC Infectious Diseases, accettato nell’aprile 2026, si evidenziano aspetti importanti della correlazione tra esposizione a breve termine agli inquinanti atmosferici e incidenza di tubercolosi (TB).
Lo studio analizza i dati di quattro grandi città del Sud della Cina (Guangzhou, Shenzhen, Foshan e Jiangmen), dove vivono oltre 40 milioni di persone, e dove tra il 2015 e il 2019 sono stati diagnosticati 101.567 casi di TB (incidenza di TB in Cina: oltre 600mila casi annui).
Il clima dell’area è subtropicale caldo e umido, e può influenzare la formazione del particolato e la trasmissione di malattie.
La relazione tra PM2.5, PM10 e incidenza di TB era approssimativamente lineare, con il rischio più elevato osservato con un intervallo da 0 a 2 giorni. Ogni incremento di 10ug/m3 era associato con un incremento del 0.84% (95%CI: 0.28%,1.41%) dell’incidenza di TB, che superava il corrispondente rischio per il PM10 (0.71%)
I dati relativi alla qualità dell’aria sono stati forniti dal National Urban Air Quality Real-time Publishing Platform (https://air.cnemc.cn:18007/), mentre di dati del monitoraggio meteorologico, incluse temperatura media e umidità relativa per ciascuna città, sono stati forniti dal China Meteorological Data Sharing Service (http://data.cma.cn/).
Lo studio ha previsto un’analisi statistica e la correzione per fattori confondenti. La concentrazione di PM10 è variata da 8.43 ug/m3 a 268.54 ug/m3 con una media di 55.59 ug/m3, e il PM2.5 è rimasto compreso fra 4.02 ug/m3 e 227.06 ug/m3, con una media di 34.39 ug/m3: si tratta di valori superiori a quelli delle realtà italiane.
I dati di esposizione e risposta presentano una tendenza globalmente crescente in maniera monotona, con una relazione approssimativamente lineare. Il rischio più elevato di TB in relazione all’esposizione al particolato è stato riscontrato con il ritardo di due giorni dall’esposizione.
Nei sottogruppi, le femmine mostrano un lieve incremento del rischio di TB associato a elevato PM, così come i giovani (da 0 a 64 anni, rispetto agli ultrasessantacinquenni) e i pazienti con TB non severa.
I risultati dello studio sono concordi con quelli di altri studi simili.
La plausibilità biologica può dipendere dal danno ai polmoni dovuto all’inalazione di PM e dalla riduzione di immunità causata dallo stress ossidativo e nitrosativo. In aggiunta, ioni metallici e altre componenti assorbite dal particolato atmosferico possono entrare nell’organismo e indurre infiammazione, riducendo la funzione respiratoria. In ogni caso, il meccanismo biologico sottostante all’effetto del particolato sulla TB rimane non completamente compreso: dovrebbe quindi essere svolta una ricerca più analitica per comprendere completamente il ruolo dell’inquinamento nello sviluppo di TB.
Le donne in Cina spesso trascorrono più tempo al chiuso cucinando, con una maggiore esposizione a particolato indoor, sinergico con quello outdoor. Le donne presentano inoltre maggiore iperresponsività bronchiale all’inquinamento, avendo tra l’altro vie aeree di minor calibro.
Per quanto riguarda i giovani (0-64 anni di età), questo può riflettere la maggiore esposizione ambientale e professionale in età lavorativa.
Questi dati sono fondamentali anche per comprendere un fenomeno analizzato nell’articolo del 2016 di Kuan-Yuan Chen et al5 in merito al tempo di conversione dell’espettorato nei pazienti bacilliferi per TB, che risulta incrementato in caso di esposizione ad aria inquinata. La durata della terapia in ospedale o in isolamento domiciliare rischia di essere maggiore se vi è una contemporanea esposizione ad aria inquinata. Questi ultimi dati, provenendo da un unico studio, meritano di essere verificati in studi multicentrici anche nel nostro Paese, in modo da verificare questo importante rilievo che può essere correlato a una maggiore durata dell’ospedalizzazione e a forme più gravi di TB.
In generale è necessario riflettere sul concetto di green hospital: la riduzione dell’inquinamento dell’aria respirata dai pazienti (anche durante il ricovero) potrebbe infatti ridurre i tempi di ospedalizzazione e i costi sanitari.
Bibliografia
- WHO global air quality guidelines: particulate matter (PM2.5 and PM10), ozone, nitrogen dioxide, sulfur dioxide and carbon monoxide. Geneva. World Health Organization 2021. https://www.who.int/publications/i/item/9789240034228.
- Health Effects Institute 2024. State of Global Air 2024. Special Report. Boston, MA:Health Effects Institute. https://www.stateofglobalair.org/resources/archived/state-global-air-report-2024.
- Huang S, Xiang H, Yang W, et al. Short- term effect of air pollution on tuberculosis based on kriged data: a time-series analysis. Int J Environ Res Public Health 2020;17:5.
- Yaoa L, LiangLiangb C, JinYuea L, et al. Ambient air pollution exposures and risk of drug-resistant tuberculosis. Environ Int 2019;124:161-9.
- Chen KY, Chuang KJ, Liu HC, et al. Particulate matter is associated with sputum culture conversion in patients with culture-positive tuberculosis. Ther Clin Risk Manag 2016;12:41-6.


